L’11 novembre in tutte le scuole Waldorf si festeggia il ricordo di Martino cavaliere romano che dona metà del suo mantello a un povero che trova sulla via durante una fredda giornata invernale. Questa la storia conosciuta da tutti, però non tutti conoscono il seguito e non tutti sappiamo come la spiritualità del momento si sia nel tempo frammischiata ad antichi riti agresti.

Continuiamo brevemente con la storia di Martino, la notte seguente dopo aver donato la metà del suo grande mantello Martino fece un sogno; sognò il Cristo che indossava la metà del mantello che aveva donato al povero sulla via. Il mattino dopo alzandosi trovò il suo mantello senza segno di taglio posato vicino al suo letto.
Martino entrò in una profonda crisi spirituale, convertendosi al cristianesimo fece dell’aiuto amorevole per coloro che ne avevano bisogno la sua manifestazione d’essere.
Tanta la stima che tutti avevano per lui che gli chiesero di divenire vescovo di Tours, ma Martino non voleva e così quando seppe che lo cercavano si nascose in una stalla di oche, ma le oche fecero un fracasso incredibile denunciando la sua presenza e così …… divenne vescovo di Tours. Il giorno della sua morte un lungo corteo di barche con fiaccole accese lo accompagnò fino alla tomba e da allora ogni 11 novembre a Tours e in altre città, si fanno delle fiaccolate sulle barche o a piedi con alla testa del corteo, sulla prima barca o su un cavallo, una persona vestita da cavaliere romano.
Vuole la storia che il suo grande amore per gli altri sia anche testimoniato dall’estate di San Martino così chiamata per ricordare la grande capacità di amare che aveva quest’ individualità e che donava calore e luce.

Qui il testo integrale della leggenda scritto da Jacob Streit.
Ci piace ricordare anche, tra le varie musiche dedicate a questa giornata, il canti di DOROTEA HANN che, in modo unico e mirabilmente centrato per questo momento storico, da onore alla figura di Martino volgendosi alla sesta epoca di cultura, l’epoca dell’Amore Cristico fraterno fra gli uomini. Vi invito a leggere la seconda strofa dove c’è l’auspicio a comprendere e aiutare il prossimo con le proprie mani.
E’ una canzone della prima scuola Waldorf e andrebbe ripresa per mantenere il filo conduttore del legame tra terra e cielo.
Qui troverete testo e note della canzone (perché non si perda).
Nel tempo a questa tradizione spirituale si sono frammischiati antichi e moderni riti agresti e tradizioni popolari tra queste:
…… la tradizione alimentare, in queste zone e in questo giorno, mette in tavola l’oca nelle sue varie versioni.
…… ”fare San Martino” ovvero “trasloco” legato al fatto che i contratti per i fondi agricoli si aprivano e chiudevano l’11 novembre e gli agricoltori con le loro famiglie, masserizie ed animali al seguito a bordo di carri trainati da buoi o cavalli partivano per nuovi luoghi.
…… ancora oggi in questo giorno viene offerto il vino novello dell’anno con le caldarroste
…… in alcuni paesi del veneto si fanno dei biscotti di pasta frolla ricoperti di dolcetti.
…… in Sicilia si fanno dei particolari panini dolci.
…… e ovunque ci sono delle passeggiate con le lanterne, cerchiamo però di tenere nella coscienza il vero senso di queste passeggiate che ci riportano alla fiaccolata di TOURS.
…… La candela sulla finestra ci dicono era usanza in quel di Trieste.
…… a Prosecco vicino a Trieste, dove San Martino è patrono, ogni anno oltre a festeggiamenti di ogni tipo e all’offerta conviviale del vino nuovo, si preparano delle frittelle con all’interno un’acciuga che i paesani chiamano Frittole con l’ anima (a Trieste conosciute come sardoni).
Se ne conoscete altre scriveteci e così nel tempo completeremo le tradizioni di vari paesi.
Questo è anche il momento dell’anno in cui gli esseri del microcosmo e del macrocosmo dal mondo esterno si avviano al culmine della vita interiore. La terra comincia a brillare con più energia al suo interno fino a risplendere, massimamente durante la festa della nascita macro-microcosmica….il Natale.
